Cosa è la Timidezza se non una paura atavica? Essa nasce dal percepirsi
diversi dagli altri.
E la percezione di diversità nasce dal fatto che essi/e ci sono sconosciuti.
Sconosciuti‚ e‚ dunque‚ non familiari.
Facci caso: nessun timido è tale tra le mura domestiche‚ non lo è mai né con
i genitori né con i fratelli e le sorelle. Allo stesso modo‚ non lo è tra
gli amici di vecchia data.
In tali contesti il timido riesce ad identificarsi con le persone con cui ha
a che fare‚ perché esse gli sono familiari. Egli riesce ad aprirsi a loro
proprio in virtù di questa familiarita’.
La Timidezza vive e prospera dove questa familiarita’ apparentemente non c’è
o‚ semplicemente per tutta una serie di convenzioni sociali (a partire dalla
vecchia norma genitoriale: "non parlare con gli sconosciuti")‚ viene
mascherata dietro l’ignoto/sconosciuto.
Ciò che ci è ignoto/sconosciuto‚ per un atavico istinto di sopravvivenza‚
viene percepito dal nostro subconscio come una potenziale minaccia per noi
stessi e/o per ciò che appartiene al nostro mondo.
Questo "istinto di sopravvivenza"‚ però‚ in determinati contesti‚ non svolge
la sua antica funzione‚ ma‚ addirittura‚ finisce per ostacolarci. Perché un
timido non ci prova con le ragazze? Perché‚ a volte‚ non le aggancia
nemmeno?
Semplice‚ perché vede nell’azione che porrebbe in essere l’avere a che fare
con l’Iignoto‚ ma‚ per quell’atavico istinto di sopravvivenza‚ quell’ignoto è
una potenziale minaccia. Nel caso specifico‚ tale minaccia è il pericolo di
una sofefrenza di natura psicologica legata ad un possibile rifiuto.