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Mappa Traumatica (psicologia emotocognitiva, Baranello, M.). In psicologia
emotocognitiva la mappa traumatica è il risultato del processo costante
di riorganizzazione della memoria. La mappa traumatica è essa stessa un processo
dinamico, una funzione. Si definisce quindi mappa traumatica l'insieme integrato
funzionale (non la somma) di eventi e situazioni emotivamente e cognitivamente considerati
traumatici nel qui e ora, sia consapevoli sia inconsci sia subliminali, che hanno
la funzione di un trauma attuale. La mappa traumatica, come processo, non è
un qualcosa di dato o stabile ovvero non è una struttura. Inoltre gli eventi
e le situazioni che la hanno generata non hanno di per sé la stessa funzione
traumatica che nasce dalla loro peculiare integrazione funzionale operata esclusivamente
nel qui-e-ora.
Meccanismo di Difesa. (psicoanalisi). Metodo mobilitato dall'Io in risposta
al proprio segnale di pericolo, cioè l'ansia, quale protezione da minacce
interne ed esterne. Freud, pur riconoscendo l'esistenza di diversi M.d.D. ha
focalizzato l'attenzione soprattutto sulla rimozione. Anna Freud descrisse dettagliatamente
nove M.d.D.: regressione, formazione reattiva, annullamento retroattivo,
introiezione, identificazione, proiezione, rivolgimento contro la propria persona,
inversione nel contrario, sublimazione. Il DSM-IV (APA, 1994) elenca ventidue meccanismi
di difesa e stili difensivi specifici: affiliazione, aggressione passiva, altruismo,
annullamento, anticipazione, auto-affermazione, auto-osservazione, dissociazione,
fantasie autistiche, formazione reattiva, idealizzazione, identificazione proiettiva,
intellettualizzazione, ironia, lamentele con reiezione dell'aiuto altrui, messa
in atto (acting-out), negazione, onnipotenza, proiezione, razionalizzazione.
Microtrauma (definizione di Baranello, M.). evento o situazione soggettivamente
dolorosa che di per sé e nella maggior parte dei casi, non provoca effetti
significativamente negativi ai fini del processo di sviluppo della personalità.
Un microtrauma non è un trauma ma traumatica può essere la costanza
con cui tali eventi si ripetono. Un esempio di microtrauma può essere un rimprovero
da parte di una madre nei confronti di un bambino. Questo tipo di azione ha spesso
valore educativo e difficilmente produce conseguenze deleterie. Nel momento però
in cui l'atto avviene il bambino probabilmente percepisce l'evento come
soggettivamente doloroso. Se globalmente quella famiglia ha un buon funzionamento
e l'episodio rimane isolato e motivato, allora è pensabile che non ci
saranno conseguenze significative con connotazione negativa, e l'evento acquisisce
quel valore educativo di cui sopra. Ma se questo tipo di situazione diventa un “abuso”
cioè un cattivo o eccessivo uso del rimprovero, come costante nella modalità
di approccio al bambino, allora le probabilità di un effetto negativo sul
processo di sviluppo della personalità aumenterebbero.
Modello neocomportamentale di mediazione stimolo-risposta. E' un approccio
comportamentista. Rappresenta l'applicazione dei principi del condizionamento
operante ma, a differenza di questo, il modello S-R è mediazionale. Le tecniche
più utilizzate sono la desensibilizzazione sistematica e il flooding.
Entrambe sono finalizzate all'estinzione dell'ansia latente che presumibilmente
alimenta i disturbi fobici. Secondo l'assunto di base, i processi non manifesti
seguono le regole dell'apprendimento che governano il comportamento manifesto.