L’ansia e la depressione sono oggi, purtroppo, patologie molto diffuse; spesso molte persone, che sono affette da disturbi ad esse attinenti, non riescono ad essere aiutate perché non viene riconosciuto loro il problema. Esiste una fascia che noi chiamiamo “sub-sindromica”, in cui non ci sono segni eclatanti della malattia; si parla di depressione “sotto-soglia”: sono depressioni latenti: non si vedono ma ci sono. Abbiamo altresì altre tipologie di depressione, da quelle meno gravi a quelle piugrave gravi, che possono diventare veramente invalidandi per un individuo, costringendolo magari a stare a letto, o comunque a non svolgere normalmente le sue attività quotidiane.
Lo stile difensivo dipendente è caratterizzato da un uso massiccio della negazione. I
soggetti dipendenti tendono a smussare i conflitti negando in se stessi la presenza
di quegli impulsi ostili che, se espressi costituirebbero un pericolo per il mantenimento
del proprio ruolo di sottomessi e dei rapporti retti da questo ruolo. La svalutazione
del sé può alternarsi a momentanee trasgressioni a fini espiatori.
La fobia sociale è un disturbo comune, in cui il soggetto teme che le proprie prestazioni lo possano esporre a valutazioni negative da parte degli altri.
Nella fobia sociale i pazienti adottano comportamenti congrui alla maggior parte della loro esistenza, ma sviluppano precise convinzioni negative riguardo la loro identità sociale a seguito di insuccessi vissuti nel tentativo di trovare un personale ruolo sociale
Percezione: processo con cui un organismo, a seguito dell’eccitamento dei recettori sensoriali
e con l’intervento di altre variabili, acquista consapevolezza dell’ambiente, così
da poter reagire adeguatamente. Risulta dunque essere un’organizzazione dei sensi
in una struttura di insieme appresa dall’esperienza. La percezione infatti è sempre
selettiva, nel senso che degli oggetti, qualità o eventi, che possono agire come
stimoli in un dato momento, ne è avvertita solo una parte. La selezione è legata
alle caratteristiche degli stimoli e a fattori personali, ovvero tendenze e motivi
fisiologici e sociali che possono essere influenzati dall’apprendimento.
La timidezza non è una malattia di cui aver paura. E non è neanche una "questione di carattere" da sottovalutare o da accogliere con tenerezza.
Nel viaggio all’interno del cervello cercheremo di esplorare la memoria e le sue numerose forme , la sua funzione ed i suoi collegamenti con le emozioni e la nostra evoluzione. Verranno inoltre esposte alcune tecniche che aiutano la memoria, le mnemotecniche. L’obiettivo del viaggio è quello di conservare e migliorare la nostra memoria ed il nostro apprendimento.