di ombra il lunedì 5 ottobre 2009, 23:44
per certi versi mi ricordi un po' me quando ero giovane, molto giovane.
allora, molti anni fa, i rapporti tra le persone erano diversi, più ignoranti, se posso usare questo termine, o forse solo io ero più ignorante. non che fossero superficiali ma mancavano di spessore perché non si parlava, ci si guardava negli occhi e ci si era dichiarato tutto, amore incluso, dolore incluso, sofferenze, a volte, non si sapeva neppure per cosa. e infatti fu per uno di questi motivi, di quelli che li sa solo una delle parti perché convinti che "gli occhi parlano da soli" che il mio ragazzo ingurgitò un intero flacone di barbiturici. era il mio ragazzo da tanto tempo, siamo stati insieme per quasi 10 anni, ma arrivò un giorno che io probabilmente non traevo più niente da quel rapporto e lui se ne accorse prima di me. non mi telefonò, non avevamo telefono, non mi cercò, non poteva proprio o non ha voluto, potuto farmi cercare da nessuno, solo quando rientrai a casa, (vivevamo insieme) mi disse ciò che aveva fatto, io gli chiesi il perché e lui mi rispose "perché non voglio perderti" ed io allora gli chiesi: "ma perché!" e lui mi rispose: "perché pensavo che non te ne saresti andata, così ho preso le pillole ma, quando stavo per perdere conoscenza mi son detto: ma perché dovrei ammazzarmi io, per cosa poi? per lei? ma va va. e così mi sono trascinato al piano di sotto e mi son fatto portare in ospedale dove mi hanno fatto una lavanda gastrica"
bè, fu in quell'istante che mi resi veramente conto di aver perso ogni più piccolo interesse per quella storia, ovviamente me ne andai. Lui si suicidò un paio d'anni dopo, ed io ero molto lontana.
non sarebbe cambiato niente se anche fossi stata vicina, quando le cose finiscono non c'è verso di farle risorgere. "polvere alla polvere cenere alla cenere" dalla cenere non scaturirà mai il fuoco.
sembra tutto molto freddo ed insensibile detta così, e un po' lo è certamente, ma molto meno di ciò che appare. Considera che ho la freddezza che probilmente contraddistingue il tuo lui di ora, ma i malesseri e i problemi che contraddisguono te, poiché anch'io ero fuori di casa senza alcun tipo di aiuto da parte di nessuno, senza amici né parenti né conoscenti.
tutto questo per dirti cosa. Niente, assolutamente niente, che vuoi che ti dica. Se crediamo al destino è tutto predeterminato, se crediamo a noi stessi siamo noi a costruirci le nostre disgrazie.
tu a cosa credi
aspetto ancora non decifrato