Un uomo di successo!

La dipendenza non è altro che la perdita del controllo sull’abitudine. La prima parola ci spaventa, la seconda la trattiamo troppo spesso con sufficienza, quasi come un vezzo, eppure, è proprio nella seconda che si annidano i rischi della prima. Si può capire quanto possa essere vasto l’argomento Dipendenza, da ogni cosa possiamo dipendere, da ogni persona. Da ogni tipo di dipendenza se ne può uscire solo attraversando la fase denominata "Sindrome d’Astinenza", fisica e/o psicologica. I gruppi di auto aiuto spesso sopperiscono alla mancanza di Counseling online (forme di terapia psicologica online molto diffuse negli Stati Uniti ma vietate in Italia) avvalendosi di Facilitatori per iniziare un percorso.
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Il Gruppo Auto Aiuto
nasce dall'esigenza di un gruppo di amici di avere a disposizione uno spazio protetto depurato dei pregiudizi.
Qui un sintetito estratto per non perderne di vista il significato.

Un uomo di successo!

Nuovo messaggiodi gasgas il martedì 28 aprile 2009, 7:38

Controverso, è la prima definizione che mi viene in mente pensando alla mia natura.
Sono indubbiamente problematico, incredibilmente istintivo.
Seguo da sempre quel filone sociale perfetto.
Una vita perfetta con una moglie perfetta ed un esistenza fatta di status symbol.
Eppure non mi ci ritrovo, è come avessi una enorme fame nervosa e mangiassi merda perché mi hanno insegnato mi nutre e mi fa bene.
E’ come volessi continuare a mangiare senza fermarmi, senza pausa, mangiare tanto, per raggiungere quel senso di sazietà che non arriva e che mai arriverà.

E così sono invidioso, non del vicino con l’auto sportiva, perché potrei comprare lui, sua moglie, la sua auto e la sua casa e bruciarli subito dopo in un bel rogo.
Sono invidioso di chi è riuscito nel “non vivere” chi è immerso in quella continua inquietudine dettata dal “non ho provato niente nella vita perchè ho scelto di non farlo” pertanto “non dipendo da nessuna cosa della vita”.
Parole se ne possono dire tante, potrei stare qui ad annoiarvi in eterno scrivendo un poema sul fallimento di un uomo socialmente riuscito, d’altra parte chi mi vieta di cambiare radicalmente la mia vita? Nessuno.
Basterebbe così poco, una separazione, dimenticare gli affetti, fallire nel lavoro, vendere tutto, girare per un po’, solo, cencioso, silenzioso. ….. si … ci vuole poco …. Ma …. Malgrado continuo a cercare disperatamente, non ho ancora trovato il manuale del perfetto “niente”.

Chi mi può indicare letture utili?
gasgas
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Re: Un uomo di successo!

Nuovo messaggiodi gasgas il martedì 28 aprile 2009, 11:15

D’altra parte come può essere il contrario.
Mi rendo conto di essermi gradualmente adeguato e ammorbidito al mio modo di vivere, forzando irrimediabilmente la mia vera natura.
Come un drogato, rassegnato, ho accettato il mio divenire soggetto alla continua esigenza di fare tanto per fare.
Ricordo, anni fa, quando per fuggire da questa galera sociale, mi andavo ad incastrare fra dirupi e forre in valli deserte e selvagge. Per ottenere una specie di sollievo ero disposto a camminare per ore percorrendo intricati sentieri irti e pericolosi. La scusa era la passione per la montagna, la scusa dico, perché in realtà fuggivo, come fuggono tutti quegli incredibili atleti folli che si cimentano in salite alpinistiche oltre il limite dell’umano.
Ed ecco la giustificazione a tanto fare, al vivere l’estremo, la natura non c’entra niente, la natura è un mezzo per la fuga.
Potrei chiudere qui la riflessione, ho capito che sbaglio ma che essendo un drogato del benessere continuerò nell’errore fino a quando le sigarette metteranno finalmente fine alla mia miserabile vita.
Ho capito che per trovare un barlume di luce devo estraniarmi, anche solo per poche ore.
Invece non ho capito un cazzo, non è la soluzione.
Fare per l’inutile e fare per salvarsi dall’inutile sono due identiche facce della stessa medaglia, è sempre e comunque fare.
gasgas
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Re: Un uomo di successo!

Nuovo messaggiodi gasgas il martedì 28 aprile 2009, 15:52

Ok … togliamo il fare, sia quello relativo ad acquisire clienti e incassare soldi o quello relativo a scalare pareti rocciose.
C’è la meditazione, ho letto i Veda, più precisamente ho letto chi i Veda li conosce e ne ha tradotto occidentalmente la profonda filosofia.
Esserci senza esserci, il corpo è solo un involucro senza alcun valore, la mente uno strumento per raggiungere quella serenità interiore che fa in modo di riuscire a vivere una qualsivoglia forma di pienezza senza bisogno di niente.
Affascinato dalla descrizione della vita di alcuni monaci, ho riflettuto sulla possibilità di concretizzare la vita con questo tipo di filosofia.
Seduto tutto il giorno, l’alimentazione limitata a qualche granello di riso, unico pensiero è il non pensare, l’uscire da ogni desiderio o passione. Elevarsi allo stato di “esistente non esistente” un concetto che fatico a giustificare. Mi manca il senso dell’esistere senza esistere, qual'è lo scopo? per il nirvana? Per un premio finale ultraterreno? Sono ateo e per quanto volessi convincermi del contrario, mi è impossibile credere che possa ancora esistere qualcosa di me quando il mio corpo entrerà in putrefazione.
gasgas
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Re: Un uomo di successo!

Nuovo messaggiodi gasgas il martedì 28 aprile 2009, 15:57

.... mi sa che non c'è via d'uscita oltre che attendere che il fato si compia .....
gasgas
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