Controverso, è la prima definizione che mi viene in mente pensando alla mia natura.
Sono indubbiamente problematico, incredibilmente istintivo.
Seguo da sempre quel filone sociale perfetto.
Una vita perfetta con una moglie perfetta ed un esistenza fatta di status symbol.
Eppure non mi ci ritrovo, è come avessi una enorme fame nervosa e mangiassi merda perché mi hanno insegnato mi nutre e mi fa bene.
E’ come volessi continuare a mangiare senza fermarmi, senza pausa, mangiare tanto, per raggiungere quel senso di sazietà che non arriva e che mai arriverà.
E così sono invidioso, non del vicino con l’auto sportiva, perché potrei comprare lui, sua moglie, la sua auto e la sua casa e bruciarli subito dopo in un bel rogo.
Sono invidioso di chi è riuscito nel “non vivere” chi è immerso in quella continua inquietudine dettata dal “non ho provato niente nella vita perchè ho scelto di non farlo” pertanto “non dipendo da nessuna cosa della vita”.
Parole se ne possono dire tante, potrei stare qui ad annoiarvi in eterno scrivendo un poema sul fallimento di un uomo socialmente riuscito, d’altra parte chi mi vieta di cambiare radicalmente la mia vita? Nessuno.
Basterebbe così poco, una separazione, dimenticare gli affetti, fallire nel lavoro, vendere tutto, girare per un po’, solo, cencioso, silenzioso. ….. si … ci vuole poco …. Ma …. Malgrado continuo a cercare disperatamente, non ho ancora trovato il manuale del perfetto “niente”.
Chi mi può indicare letture utili?











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