Avevo l'impressione di non aver mai vissuto tanto alla giornata come adesso.
L'avevo già notato parecchie altre volte: più avevo problemi pressanti, che mi assillavano con la loro urgenza e gravità, più il mio cervello faceva il morto.
Allora mi mettevo a vivere di inezie, estraneo e noncurante, spogliandomi di ogni pensiero e di ogni qualità, con l'anima sgombra, il cuore vuoto, la mente sintonizzata sulle lunghezze d'onda più corte.
Ma con il passare dei giorni l'indifferenza faceva danni impercettibili per cui tutto in essa scoloriva.
Gli esseri umani diventavano trasparenti, tutti identici a forza di sembrarmi lontani.
Finchè, giunto a un qualche termine del mio informale tedio, io stesso non mi sentivo più alcuna densità, alcuno spessore, e mi lasciavo portare in balia della quotidianeità altrui, più disposto a fare agli altri una gran quantità di favori proprio perchè divenuto loro perfettamente estraneo.
dedicato .....













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